Gli operatori concorrenti di Telecom Italia, Fastweb, Vodafone, Wind e Tiscali, ribadiscono in una nota la propria contrarietà all’aumento delle condizioni economiche dei servizi di unbundling contenute nello schema di provvedimento adottato da Agcom. I quattro operatori apprezzano tuttavia che l’Autorità “abbia adottato misure di maggiore trasparenza nello svolgimento del procedimento in stretta aderenza alla normativa nazionale e comunitaria che prevedono, per decisioni di così significativo impatto, una consultazione pubblica nonché la notifica alla Commissione Europea”.
Gli operatori si dicono così fiduciosi che, “nell’ambito della consultazione pubblica, potranno fornire tutti gli elementi in grado di dimostrare la scarsa fondatezza di un aumento del canone di unbundling, peraltro già parzialmente riconosciuta da Agcom con un taglio sensibile della richiesta iniziale di Telecom Italia”.
L’unbundling ha avuto, ha ed è “destinato ad avere un ruolo centrale per lo sviluppo della concorrenza in Italia nel mercato dell’accesso e della banda larga – notano poi -, e che solo tale concorrenza ha prodotto significativi ed oggettivi benefici per i consumatori in termini di discesa dei prezzi, innovazione e servizi”.
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