Editoria

La poca autorevolezza delle Autorità

In una celeberrima fiaba Christan Andersen racconta la storia di un imperatore che curava moltissimo il suo aspetto esteriore. Due truffatori gli proposero, poi, delle stoffe preziosissime che lui indossò, meravigliato dalla leggerezza delle stesse. In realtà le vesti non c’erano, ma nessuno del popolo osò dire nulla finché un bambino non esclamò la famosa frase: “il re è nudo”.

La vicenda dei commissari del Garante per la protezione dei dati personali ricorda, anche se con profili diversi, questa storia. I membri dell’Autorità indipendenti hanno goduto di una sorta di impunità assoluta. Le Autorità sono sorte in un momento in cui il mercato sembrava la soluzione di ogni problema e pensando che lo stesso lasciato libero potesse migliorare il benessere generale. Non servivano più leggi, ma una regolamentazione soft delegata a soggetti indipendenti, appunto le Autorità, dotate di poteri del tutto inconsueti per il nostro ordinamento.

Ma le brave Autorità avrebbero dovuto controllare le brave imprese in modo che l’ottimo mercato avrebbe offerto ricchi doni e cotillon per tutti. Ed è così che la Telecom pubblica è stata ceduta ad un soggetto privato che si è indebitato fino al collo per acquistarla ponendo a garanzia dei propri debiti i cash flow futuri. Operazioni finanziarie che hanno portato in pochi anni una delle migliori reti telefoniche del mondo a diventare una cenerentola. Il mercato italiano è sempre più fatto di relazioni, di rapporti, i convegni, gli eventi, servono a cementare accordi che trasferiscono risorse, spesso pubbliche, a soggetti privati. Ma tanto ci sono le Autorità a controllare.

La vicenda dei quattro commissari del Garante della privacy è un punto talmente basso del decoro istituzionale da porre oggi la necessità di rivedere l’intero schema approntato negli anni Novanta che, semplicemente, ha fallito. Le Autorità devono essere autonome e non lo sono; indipendenti e non lo sono. Perché questi requisiti sono richiesti anzitutto ai membri di queste istituzioni che dovrebbero essere autorevoli. L’inchiesta in corso potrà determinare esiti incerti circa le responsabili penali ed erariali dei membri del Garante per la protezione dei dati personali. Ma la dignità e il rispetto delle istituzioni è un’altra cosa.

Enzo Ghionni

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