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ANCORA IRRISOLATA LA VICENDA “EUROPA7”. IL CONSIGLIO DI STATO SI RISERVA SUL RISARCIMENTO

Era attesa per ieri la sentenza del Consiglio di Stato sul risarcimento danni avanzato da Europa 7, l’emittente televisiva di Francesco Di Stefano, che nel 1999 vinse la gara per una concessione nazionale, ma non ha mai avuto le frequenze per trasmettere. Almeno fino a sei giorni fa, quando l’ex Ministero delle Comunicazioni le ha assegnato un canale, resosi disponibile grazie alla riorganizzazione dello spettro in banda VHF. Una soluzione che non è piaciuta a Di Stefano . “Nel 1999 – ha affermato il proprietario di Europa 7 – abbiamo vinto una Ferrari aggiudicandoci una frequenza che copriva l’80% del territorio e abbracciava il 95% della popolazione. Ora, a distanza di quasi dieci anni, ci danno una bicicletta”. “Tra l’altro – ha continuato – noi potremmo iniziare a trasmettere solo nel luglio 2009 su un canale che copre a malapena il 10% del territorio e il 18% della popolazione”.
Per questo, nell’udienza di ieri, i legali di Europa 7 hanno ribadito la richiesta di risarcimento: fino a 3,5 milioni senza assegnazione di frequenze, fino a 2,160 milioni con le frequenze.
L’Avvocatura dello Stato, rappresentata da Maurizio di Carlo, ha invece obiettato che la domanda di risarcimento è “inammissibile” e che l’assegnazione all’emittente del canale 8 in banda VHF “ha pienamente ottemperato” alla sentenza con la quale lo stesso Consiglio di Stato il 31 maggio aveva chiesto al governo una nuova “risposta motivata” sulle frequenze per Europa 7, che tenesse conto anche della pronuncia della Corte di giustizia Ue sul caso. “Anzi – ha sottolineato Di Carlo – Europa 7 si trova oggi in una situazione di vantaggio perché, senza aver fatto investimenti di alcun genere, si trova a gestire una rete in grado di trasmettere su tutto il territorio nazionale”.
I giudici della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giovanni Ruoppolo, si sono riservati di pronunciarsi sulla richiesta di risarcimento e potrebbero chiedere un approfondimento tecnico per quantificare l’entità del danno da riconoscere eventualmente a Europa 7.
Vincenza Petta

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