Editoria

Gedi, Slc Cgil chiede impegno sui livelli occupazionali ad Antenna

Slc Cgil chiede impegni ad Antenna sui livelli occupazionali nel gruppo Gedi. Il sindacato, uscito trionfante dalle elezioni interne prima a La Stampa e poi a Repubblica, sa di aver avuto un mandato preciso dai lavoratori. E intende portarlo a termine fino in fondo. La posizione del sindacato è netta. E parte dall’analisi della cessione del gruppo dagli Elkann ai greci di Antenna. Per la Slc Cgil si tratta di “un evento che segna una fase cruciale per il futuro delle testate e per le lavoratrici e i lavoratori costretti a registrare l’assenza, nel contratto di compravendita, di garanzie occupazionali chiare e vincolanti”. Eccolo, dunque, il busillis.

I livelli occupazionali non sono entrati dentro l’accordo. E questo non è mica un aspetto secondario, tutt’altro. Per la Slc Cgil si tratta, anzi, di uno dei più importanti versanti su cui si gioca la partita: “Le lavoratrici e i lavoratori, tutte le strutture, le redazioni e la loro storia meritano di essere tutelate e valorizzate: il perimetro occupazionale va mantenuto come le retribuzioni, i diritti e il lavoro di qualità”. Da qui la promessa: “Slc Cgil vigilerà perché questo venga garantito ed è pronta a riproporre con fermezza al nuovo editore le richieste già avanzate all’inizio della vertenza”.

Si parte, dunque, con una richiesta di incontro: “Chiediamo che l’acquirente del Gruppo si confronti quanto prima con le rappresentanze sindacali, presenti un piano editoriale all’altezza della storia delle testate acquisite e dimostri un reale impegno per il futuro del Gruppo e per la protezione dei posti di lavoro. La segreteria nazionale di Slc Cgil è pronta ad affrontare questa nuova sfida, con la consapevolezza che l’informazione di qualità è un bene comune da difendere e valorizzare. La nostra mobilitazione continuerà fino a quando non saranno rispettati i diritti di tutti”.

Luca Esposito

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