Fermatevi e riflettete». È questo «l’accorato appello» agli uomini dei media rivolto oggi dal presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti durante il discorso per la consueta relazione annuale dell’Autorità al Parlamento.
Per Pizzetti, che rilancia un tema già affrontato ieri dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò nella relazione annuale, ci sono «troppi processi mediatici, troppa commistione fra realtà e reality». Si riferisce ai talk show «basati su fatti ed episodi della politica, della vita sociale, delle relazioni interpersonali, che mettono in piazza, nei moderni fori telematici, vicende spesso anche privatissime». Così a suo avviso «questa non è informazione, non è trasparenza, non è un servizio che si fa all’opinione pubblica e alla democrazia. Non è giusto, in nome di una trasparenza che diventa prima di tutto spettacolo, e talvolta persino morbosità, invocare la legittimità di ogni invasione nella sfera più intima delle persone». Per questo il Garante «chiede al Parlamento, e specificamente ai presidenti delle due Camere, misure opportune per evitare che nelle interrogazioni e nelle interpellanze pubblicate in rete dopo anni, siano riportati dati e fatti che, utili per il dibattito parlamentare di allora, possono però continuare a ledere gravemente le persone citate».
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