Oggi i dipendenti della Siae hanno manifestato davanti alla Camera e al ministero dei Beni Culturali per protestare contro il direttore generale, Gaetano Blandini (foto). Alla manifestazione hanno aderito tutte e sei le sigle sindacali dell’azienda, oltre ad alcune forze politiche come l’Idv. «Durante le trattative Blandini ha abbandonato il tavolo», afferma il delegato Slc-Cgil Umberto Morisi, che prosegue: «Lo stesso direttore generale, pur non avendo il potere di farlo, ha disdetto gli accordi collettivi e sta svendendo il patrimonio immobiliare dell’azienda, che era la garanzia del fondo pensione per i 1280 dipendenti». «La Siae non è certo un’azienda in crisi, anche perché continuano le assunzioni», sostiene Morisi, «ma Blandini vuole farci credere il contrario. La demolizione degli accordi contrattuali è solo il primo passo: si parla di un probabile esubero di 200 dipendenti, e c’è paura per la dismissione dell’azienda». E conclude: «Marchionne non è nulla in confronto a Blandini, che ripete di voler equiparare la situazione dei dipendenti Siae a quella dei lavoratori statali, mentre lui guadagna 600mila euro l’anno».
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