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Fnsi, gli Elkann e “gli interrogativi (e le macerie) dell’operazione Gedi”

La parabola è compiuta: “Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate che si sia mai vista in Italia. Con il passaggio dell’azionariato al greco Kyriakou e la cessione della Stampa a Sae il gruppo non esiste più. Restano le macerie e molti interrogativi sul perché dell’operazione cominciata nell’aprile 2017”. Così ha commentato Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, la dismissione di Gedi dalla famiglia Elkann ad Antenna. Una decisione che è arrivata proprio nel giorno del referendum. Un fatto, questo, che non è mica passato inosservato dalle parti della Federazione nazionale della Stampa italiana.

Costante ha aggiunto: “La Federazione nazionale della Stampa italiana prende atto del passaggio di proprietà e si schiera al fianco dei colleghi di Repubblica così come è accanto a quelli della Stampa”. Tutto questo, ha proseguito la segretaria del sindacato dei giornalisti “in attesa di capire meglio, e oltre i pochi concetti espressi nelle comunicazioni societarie, come il nuovo editore intende il concetto di pluralismo dell’informazione e come vuole sviluppare la sua attività conformemente alle leggi italiane”.

Dunque la nota di demerito sul timing scelto da Exor e Elkann: “La Fnsi osserva che ancora una volta Elkann ed Exor hanno scelto la strategia della distrazione di massa, comunicando la cessione nel pomeriggio del referendum, quando tutto l’interesse della politica e della società italiana è rivolto ai risultati della consultazione. A cessione avvenuta, restano i temi della tutela del prodotto – a cominciare dal quotidiano cartaceo fino all’online e alle radio – del perimetro occupazionale e dei diritti dei giornalisti, sui quali la Fnsi non farà sconti all’editore che si affaccia adesso sul mercato italiano”.

Luca Esposito

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