Il piano Olivetti è legge e il ministro alla Cultura Alessandro Giuli, nei giorni scorsi in Senato, ha presentato a grandi linee i punti salienti della strategia del Mic. Innanzitutto le cifre: 34 milioni a cui aggiungere dieci milioni per la cosiddetta terza pagina. Questa misura, in particolare, è diretta ai giornali. Ed è tesa a valorizzare i contenuti culturali proposti dalle testate cartacee ai lettori.
Il Piano, che si ispira “alla visione innovativa di Adriano Olivetti, industriale noto per aver armonizzato sviluppo economico, progresso sociale e cultura”, ha diversi (ambiziosi) obiettivi. Tra questi, si propone, tra l’altro, “di favorire lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità, promuovere la rigenerazione culturale di periferie, aree interne e aree svantaggiate e valorizzare le biblioteche quali strumenti di educazione intellettuale e civica, di aggregazione e di connessione con il tessuto sociale”. Oltre, chiaramente, a “promuovere la filiera editoriale”.
Come? Giuli lo spiega così: “Abbiamo previsto un investimento straordinario di 34 milioni di euro, oltre ai 10 milioni destinati alla cosiddetta terza pagina. Il nostro obiettivo ora è di garantire che le risorse siano allocate nel miglior modo possibile, al fine di ottenere il massimo impatto nelle aree che più ne hanno bisogno”. Ma non è tutto perché per il tramite di una piattaforma integrata e attraverso la digitalizzazione dei beni custoditi in tutti i luoghi della cultura, ha concluso il ministro, “permetterà di rendere la cultura e l’informazione accessibili a tutti, riducendo il divario digitale e offrendo ai cittadini un accesso diretto a una vasta gamma di dati e risorse”.
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