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Rossi, l’Ai e il nuovo piano industriale Rai

La Rai sta cambiando così da attuare pienamente il suo nuovo piano industriale. Parole e musica di Gian Paolo Rossi, amministratore delegato a viale Mazzini, che ieri ha incontrato l’Istituzione Agenzia cinema e audiovisivo in un appuntamento svoltosi alla Camera dei Deputati. Le parole di Rossi sono state ambiziose, così come ambizioso è il nuovo piano industriale Rai. “In questa fase storica di grande cambiamento per il settore, è importante chiarire quanto l’azienda sia impegnata nell’attuazione del suo nuovo piano industriale che definirei ambizioso e senza precedenti, finalizzato a completare la trasformazione di Rai, da broadcaster tradizionale a moderna digital media company, in grado di operare con centralità e autorevolezza all’interno di un ecosistema mediale mutato rispetto al passato”. E ancora: “Si tratta di una trasformazione strutturale – prosegue Rossi- che investe in modo sistemico in modelli editoriali, l’organizzazione, le modalità, gli spazi, le sedi di lavoro le infrastrutture tecnologiche, nonché la sostenibilità economica e ambientale. Il grande piano industriale immobiliare della rai va proprio in questa direzione. Come noto, il fulcro della potenza digitale del servizio è RaiPlay, una sorta di ecosistema mediale che costituisce una vera e propria case history europea, oltre 20 milioni di account attivi e una significativa penetrazione nella fascia under 35, con un catalogo che super i 7 mila titoli, molto più ampio di quello della BBC”. Ambizione, già. Grazie alla messa a sistema di un patrimonio immenso di archivio: “Il nuovo piano industriale Rai – aggiunge Rossi – ne prevede un ulteriore potenziamento all’interno di una strategia distributiva integrata e multipiattaforma, fondata su utilizzo avanzato dei dati nel rispetto dei diritti di tutela dell’utente”. E in particolare, spiega l’amministratore delegato, “parte integrante del progetto è la valorizzazione delle teche Rai, patrimonio di straordinaria rilevanza storica e culturale, quasi unico in Europa. L’obiettivo è di renderlo sempre più accessibile, attraverso investimenti mirati in tecnologie, impianti e competenze, che individueranno nel polo di Torino il centro nevralgico per la digitalizzazione e il rilancio di tutto il materiale delle teche senza eguali”.

Spazio, poi, al discorso relativo al futuro e in particolare all’intelligenza artificiale. Che, per Rossi, è oggi “un’infrastruttura strategica in grado di ridefinire processi, servizi, costi, tempi decisionali, priorità e rapporti di forza lungo l’intera catena del valore economico e sociale. Adottare l’innovazione con responsabilità governarla con senso critico, accompagnando l’azienda in un percorso di analisi e studio, che tenga conto pure degli impatti e dei rischi oltre ai vantaggi palesi. Non negoziabili restano la valorizzazione e la responsabilità umana fondata su governance, sicurezza trasparenza e controllo delle decisioni, la così detta etica di frontiera, un’innovazione che tuteli professionisti e creatività”.

Luca Esposito

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