I sindacati dei giornalisti attaccano senza mezzi termini l’aggressione subita dai colleghi Rai a Torino durante le proteste nel fine settimana per il centro sociale Askatasuna. La Federazione nazionale della Stampa italiana, insieme all’Usigrai e all’Assostampa Subalpina ricordano il precedente attacco alla redazione de La Stampa e condannano le violenze. “Torino non ha ancora assorbito l’attacco alla redazione della Stampa, il 28 novembre 2025, e già deve tornare a fare i conti con altre aggressioni brutali: ai giornalisti della Rai e all’agente Alessandro Calista”. Nessuna lezione è stata imparata finora, lo rilevano i giornalisti: “I fatti del G8 di Genova dovrebbero averci insegnato a distinguere tra chi manifesta per un’idea e chi invece vuole portare in piazza la distruzione. Invece, 25 anni dopo, dobbiamo ancora assistere a scene di guerriglia urbana, organizzata da gruppi che continuano a sfuggire a indagini che dovrebbero portare invece alla indispensabile prevenzione”.
La vicinanza di Fnsi, Usigrai e Subalpina “è a tutti i cittadini di Torino che hanno manifestato pacificamente, alle persone aggredite e ai giornalisti che ancora una volta hanno rischiato per raccontare la realtà”. C’è, infine, spazio per notare un dettaglio che tanto piccolo non è. Almeno agli occhi dei sindacalisti: “Dispiace però constatare – conclude il sindacato – come la Rai abbia deciso di affidare il compito di seguire una manifestazione che si sapeva potesse presentare delle criticità a giornalisti esterni che, come Bianca Leonardi, rischiano in proprio, senza coperture aziendali. Un processo di esternalizzazione del rischio inaccettabile da parte dell’azienda di Servizio Pubblico, quale è la Rai”.
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