Categories: Giurisprudenza

NODO LICENZIAMENTI : SI ACCENDE IL DIBATTITO TRA I MINISTRI FORNERO E PATRONI GRIFFI

Si accende il dibattito tra il ministro Fornero e Filippo Patroni Griffi ministro della Funzione pubblica, al centro della discussione la materia licenziamenti del ddl lavoro.
Patroni Griffi afferma che nella delega sul pubblico impiego non c’è la norma sui licenziamenti, immediata la replica della Fornero che ribadisce la volontà di trovare un equo compromesso tra le norme che riguardano i dipendenti pubblici con quelle riformate per i privati.
Dunque la parola d’ordine è parità di trattamento non solo tra i sessi ma anche tra lavoratori privati e pubblici, il ministro del lavoro continua con il dire che la riforma va nella direzione della crescita, nonostante i pareri contrari dei sindacati.
Michele Gentile, coordinatore del Dipartimento settori pubblici della Cgil, richiama il ministro sull’aspetto della tutela della legittimità, Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl afferma che il ministro Fornero interviene di nuovo su cose che non la riguardano e spinge su una differenziazione tra privato impiego e pubblico, e su quest’ultimo è giusto che decida il Parlamento.
Quello che viene contestato in sostanza è la possibilità di licenziare nel pubblico impiego per motivi economici, i licenziamenti disciplinari sono previsti (dalla legge e dai contratti collettivi) ma i casi di effettiva risoluzione del contratto di lavoro per queste ragioni sono scarsissimi: nel 2011 solo per gli Enti Locali sono stati poco più di 200.
Per i lavoratori privati invece non solo c’è la naturale possibilità delle aziende di licenziare qualora ci sia un giustificato motivo (oggettivo nel caso di difficoltà economiche dell’impresa, soggettivo per motivi disciplinari) ma con le nuove regole in caso di licenziamento illegittimo (senza giusta causa o giustificato motivo) il reintegro nel posto di lavoro potrà essere sostituito da un indennizzo economico.
Il problema verte sul chi paga l’eventuale indennizzo sui licenziamenti disciplinari.
Se la responsabilità di pagare l’eventuale indennizzo al lavoratore è del dirigente, secondo Patroni Griffi, allora non ci sarà più nessun licenziamento.
Se, invece, non sarà prevista la responsabilità del dirigente (sempre nel caso si indennizzo per licenziamento disciplinare) allora le cose prendono un’altra piega.

Il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo chiede il trattamento parificato tra lavoratori pubblici e privati e si auspica che il ministro Fornero chieda al Parlamento di modificare il testo di legge sulla riforma del mercato del lavoro sull’articolo 18, ripristinando il reintegro in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici e disciplinari.

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