Editoria

Giornalista preso a pugni a Chivasso: “Inaccettabile”

Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica è stato picchiato da un residente. Solo perché stava facendo il suo lavoro. Ossia quello di documentare e raccontare ai lettori di una sparatoria che aveva causato il ferimento di un 48enne in strada. Ma le sue domande evidentemente devono aver fatto agitare fin troppo qualcuno che ha ben pensato di rispondergli tempestando Federico Gottardo di pugni e schiaffi. Il cronista ha ricevuto la solidarietà dei colleghi e delle istituzioni. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha bollato i fatti come “un episodio inaccettabile che colpisce non solo una persona, ma un principio fondamentale della nostra democrazia: la libertà di stampa e di informazione”.

La vicinanza al collega è arrivata pure dall’Assostampa Subalpina e dall’Ordine regionale dei giornalisti piemontesi. Che hanno redatto, e pubblicato, una nota congiunta: “L’Associazione Stampa Subalpina e l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte esprimono piena e incondizionata solidarietà al collega Federico Gottardo, aggredito fisicamente a Chivasso mentre era impegnato nel suo lavoro di cronista per Repubblica”. Ma non basta: “Quanto accaduto – proseguono Assostampa e Odg regionali – è un episodio grave e inaccettabile. Aggredire un giornalista nell’esercizio delle sue funzioni non è soltanto un atto di violenza nei confronti di una persona, ma un attacco alla libertà di informazione e al diritto dei cittadini ad essere informati”. Una vicenda che fa ancora più male perché ha il sapore del paradosso: “Federico Gottardo è anche presidente del Gruppo Cronisti Piemontesi, da poco ricostituitosi in seno alla Subalpina proprio per fronteggiare con maggiore forza ogni limitazione al diritto di cronaca, che si tratti di accesso agli atti o di aggressioni verbali e fisiche”. La solidarietà è netta: “Vicini a Federico, augurandogli pronta guarigione e auspicando che le autorità facciano piena luce sull’accaduto, individuandone i responsabili. Il nostro lavoro – concludono – al servizio delle notizie e del diritto di cronaca, in ogni caso, non si ferma”.

Luca Esposito

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