«Poiché molti organi di informazione continuano a ripetere che la manovra finanziaria approvato dal governo nella seduta di giovedì scorso sarebbe al vaglio della Presidenza della Repubblica già da venerdì – si legge nella nota diffusa dal Quirinale – si precisa a tutto oggi la presidenza del consiglio non ha ancora trasmesso al Quirinale il testo del decreto legge».
Resta dunque ancora sconosciuto il contenuto della manovra finanziaria. Una nota della settimana scorsa, però, dava per certa linea dura decisa dal Governo nei confronti delle tv locali che, tassativamente, entro il 31 dicembre 2012, dovranno liberare le frequenze che saranno messe all’asta per gli operatori di telefonia mobile e dalle quali il Governo si aspetta un introito di almeno 2,4 miliardi di euro.
La manovra prevede anche che una quota, non superiore al 50 per cento, delle eventuali maggiori entrate accertate rispetto ai 2,4 miliardi di euro definiti dalla Legge di stabilità, saranno «riassegnate nello stesso anno al ministero dello Sviluppo economico per misure di sostegno al settore». Inoltre, una quota del 10 per cento delle maggiori entrate potrà essere utilizzata per compensare le tv che liberano le frequenze, annullando il tetto previsto dei 240 milioni. In caso non si raggiungesse l’obiettivo dei 2,4 miliardi, infine, la bozza prevede la possibilità di non procedere ai tagli lineari ai ministeri come dice la Legge di stabilità, ma di operare «variazioni compensative degli accantonamenti», al fine di «garantire ai ministeri la necessaria flessibilità gestionale», ma solo per «effettive, motivate e documentate esigenze».
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