“La vicenda degli appalti legati al G8 e al terremoto abruzzese è straordinariamente esemplare: ancora una volta (come già per le scalate dei “furbetti”, per il crack Parmalat, per gli scandali della sanità) non si tratta di questioni private, ma del modo in cui viene amministrata la cosa pubblica. E’ questo il punto decisivo, e chi continua a parlare a sproposito di violazioni della privacy vuole solo occultarlo”. Sono parole di Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana.
“I giornalisti italiani hanno dato da tempo la loro disponibilità a interventi legislativi che affinino gli strumenti per garantire la riservatezza delle persone estranee alle indagini. Ma non possiamo essere in alcun modo disponibili, se l’intento è quello di impedire che l’opinione pubblica conosca vergogne come il dialogo tra i due “imprenditori” la mattina dopo la tragedia dell’Aquila. Ci pensino bene coloro che mostrano tanta fretta di approvare il disegno di legge Alfano al Senato, senza modificare il pessimo testo uscito dalla Camera. Se necessario, andremo a spiegare piazza per piazza che si vogliono coprire i faccendieri. E vedremo da che parte si schiereranno i cittadini”.
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