Mentre alla Camera prosegue la discussione generale sul milleproroghe, emerge la possibilità di un accordo sul ripristino dei contributi all’editoria. In questo caso, le opposizioni si sono dette disponibili a ridurre il numero dei propri emendamenti, così da consentire l’approvazione del provvedimento (in scadenza il 28 febbraio) senza che il governo debba ‘blindarlo’.
Il Comitato ristretto ‘dei Nove’ si riunirà alle 9 e dovrebbe uscirne una decisione. Si è detto fiducioso il relatore del provvedimento in commissione Bilancio, il leghista Massimo Poliedri: “Sembra che ci sia da più parti la volontà di poter risolvere in aula il punto dell’editoria. Ci vogliono, però, le condizioni perché l’opposizione garantisca una corsia protetta al decreto, qui e soprattutto al Senato. Un accordo tra gentiluomini».
Il Pd, con Pier Paolo Baretta, ha assicurato la propria buona volontà: “Abbiamo presentato due emendamenti per reintrodurre i contributi all’editoria, ma il governo ha fatto blocco. Questa posizione, però, non può reggere, anche perché quasi 400 deputati hanno firmato per ripristinare il diritto soggettivo per salvare le 100 testate, gli oltre 4.000 posti di lavoro e il diritto ad una informazione plurale. L’atteggiamento ostruzionistico o meno dell’opposizione – ha concluso l’esponente democratico – dipenderà proprio da quello che il governo farà sulla questione dei tagli all’editoria”.
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