Ieri, mentre alla Camera proseguiva la discussione sul milleproroghe, in scadenza domenica 28 febbraio, è spuntata l’ipotesi di un’intesa tra maggioranza e opposizione sul fronte del ripristino dei fondi per l’editoria (no profit, di partito e cooperative). Ma il Governo non s’è ancora pronunciato: forse lo farà oggi, anche a seconda dell’andamento dei lavori in aula.
«Serve un accordo tra galantuomini con le opposizioni», s’è limitato ad affermare uno dei due relatori al decreto, il leghista Massimo Poliedri. Aggiungendo che «certo i tempi sono molto ristretti»: in soli quattro giorni, se modificato, il decreto dovrebbe prima essere votato dalla Camera, quindi tornare di gran carriera al Senato per il voto finale. Un’ipotesi che richiederebbe la certezza di trovare spazio (e tempo) a palazzo Madama, oltreché la disponibilità preventiva dei senatori a fare proprie le eventuali modifiche della Camera».
Il Governo ha detto senza sottintesi di avere fretta e necessità di chiudere la partita milleproroghe subito alla Camera, senza alcuna modifica, salvo occuparsi successivamente delle partite in sospeso. Secondo l’altro relatore di maggioranza, Giorgio Stracquadanio (Pdl), «il ripristino dei contributi all’editoria per il 2010 potrebbe anche essere inserito nel prossimo “decreto incentivi” di Scajola».
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