Il Pdl si prepara a sferrare un nuovo assalto per portare in Parlamento il ddl intercettazioni. La conferenza dei capigruppo della Camera sarà l’occasione per proporre la discussione del “trittico” di cui parla Fabrizio Cicchitto. Un pacchetto di riforme che contiene il ddl intercettazioni, il ddl anti-corruzione e le norme sulla responsabilità civile dei magistrati. Il Pdl ne discuterà in giornata in un vertice convocato da Berlusconi a Palazzo Grazioli.
Quasi sicuramente il partito di destra avrà l’appoggio dell’Udc, per il quale si tratta di un modo per uscire da una situazione di confusione generale che si protrae da lungo tempo. I dubbi sul ddl intercettazioni permangono, come chiarito dal portavoce Roberto Rao: “Delle intercettazioni va limitato l’abuso, non l’uso. In ogni caso nel dibattito parlamentare ci sarà modo di approvare o bocciare la legge”. Il partito di Casini dimostra la sua neutralità, appoggiando sia il Pdl che il Pd.
I democratici, che spingono da lungo tempo per l’approvazione del disegno di legge sulla corruzione, non sono disposti a venire a compromessi. Lo chiarisce Andrea Orlando, portavoce del Pd, che sottolinea la priorità del ddl anti-corruzione e boccia la legge sulle intercettazioni firmata da Alfano. Più graffiante la replica di Donatella Ferrante, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera. La Ferrante paragona ironicamente Cicchitto a Giotto e, in toni più seri, afferma che la legge sulle intercettazioni può essere solo dannosa per la giustizia italiana. Alle parole della capogruppo Pd sono seguite immediatamente le accuse del Pdl, per il quale la Ferrante sarebbe rea di voler imporre l’agenda del Pd in Parlamento.
Non le manda a dire neppure l’Italia dei Valori, che parla apertamente di ricatto. Anche l’Idv liquida con sarcasmo la proposta di Cicchitto: Luigi Li Gotti invita il capogruppo Pdl ad abbonarsi ai musei che espongono “trittici”.
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