Nel corso degli incontri al villaggio Rousseau a Milano, il sottosegretario all’editoria, Vito Crimi, è intervenuto in relazione al fondo sul pluralismo all’editoria. Annunciando l’imminente partenza degli Stati generali dell’editoria, ha evidenziato come dal fondo al pluralismo non sia stato tolto un solo euro. L’obiettivo del sottosegretario non è intervenire sull’offerta, ma sulla domanda, il pluralismo viene letto all’inverso, l’importante non è la pluralità di fonti e di opinioni, ma la pluralità di destinatari; ma altrimenti che cambiamento sarebbe!
Nel corso dell’intervento il sottosegretario ha dichiarato di informarsi su Telegram; e, dichiarazioni secondo l’Aska: “quando parlo agli editori e ai direttori delle agenzie di stampa di telegram mi guardano e dicono Telegram? What? Non comprendono come sta cambiando il modo di fruire l’informazione, è un problema”.
La soluzione alla crisi dell’editoria è finalmente stata trovata, chi abolisce la povertà non può avere certo problemi a trovare sicumere per i poveri giornali. Altro che fondo all’editoria, contributi e antichità siffatte, tutti a scuola da Crimi, fine conoscitore del mondo della comunicazione.
Enzo Ghionni
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