Giornata burrascosa, ieri, in Europa per Google. Mentre in Italia il gigante internet americano si vedeva affibbiare condanne penali a tre dei suoi dirigenti – per la pubblicazione nel 2006 sul portale del gruppo di un video che ritraeva sevizie a un ragazzo down – la Commissione europea ha confermato di aver chiesto chiarimenti alle accuse di violazione della concorrenza lanciate da tre portali di ricerche internet rivali: il britannico Foundem, il francese ejustice.fr, specializzato sul settore giuridico, e il portale Ciao! Controllato da Microsoft.
Il ricorso di Ciao verte sulle condizioni contrattuali di Google sulla pubblicità online, gli altri due ricorsi toccano settori ancora più specifici, quello giudiziario in Francia e il segmento dei paragoni sui prezzi dal britannico Foundem.
Il gruppo americano non fornisce dati precisi sulla sua quota di mercato nel settore delle ricerche internet, ma è pacifico che sia l’operatore dominante con ampi margini a livello globale, con l’eccezione di alcuni mercati strettamente regolamentati, come la Cina. La sua egemonia ha suscitato fastidi tra diversi settori, a cominciare da quello editoriale per le iniziative sulle versioni digitalizzate dei libri e più di recente tra alcuni operatori di telefonia mobile, come la britannica Vodafone, con lo sbarco nel settore tramite il cellulare Nexus One.
Luisa Anna Magri
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