La sentenza del tribunale di Milano che, ieri, ha condannato tre dirigenti di Google a sei mesi di reclusione per violazione della privacy in relazione alla pubblicazione di un video con un ragazzo disabile maltrattato dai compagni in una scuola di Torino, “colpisce negativamente” gli Stati Uniti. Lo ha affermato l’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, che “pur riconoscendo la natura biasimevole del materiale” pubblicato “non è d’accordo sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli Internet service provider”.
Per Thorne “il principio fondamentale della libertà di Internet è vitale per le democrazie che riconoscono il valore della libertà di espressione e viene tutelato da quanti hanno a cuore tale valore”.
Secondo i legali di Google la sentenza “è senza presupposti di fatto e di diritto, non c’è nessun obbligo giuridico di controllare preventivamente quello che viene messo sul web”.
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