Si apre la crisi a Il Piccolo di Alessandria, chiesti otto licenziamenti. La vicenda fa insorgere i giornalisti del Piemonte. Perché la richiesta avanzata da parte del liquidatore riguarda tre giornalisti e cinque poligrafici direttamente. Ma, indirettamente, mette in discussione anche la posizione dei collaboratori esterni. Quello che sta accadendo nel Nord Ovest dell’Italia dimostra, ancora una volta, la delicatezza di un problema che non appare risolto e che, anzi, conferma, come riferiscono in una nota congiunta Silvia Garbarino e Stefano Tallia, rispettivamente segretaria dell’Assostampa Subalpina e presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, “che le difficoltà dell’editoria locale sono lontane dall’essere superate”. Garbarino e Tallia affermano: “La notizia dell’apertura dello stato di crisi al giornale “Il Piccolo” di Alessandria con la richiesta da parte del liquidatore di otto licenziamenti (tre giornalisti e cinque poligrafici) conferma che le difficoltà dell’editoria locale sono lontane dall’essere superate”. Con questa premessa, i rappresentanti dei giornalisti hanno dichiarato: “La sofferenza economica della società editrice del “Piccolo”, storica voce alessandrina, era nota da tempo ed è grave che si sia giunti a questa drammatica situazione senza alcun tipo di intervento per mettere in sicurezza il destino dei lavoratori”. La mannaia dei licenziamenti arriva proprio “per ironia della sorte”, quando “Il Piccolo festeggerà nel mese di aprile i suoi cento anni vita e quello che si avvicina rischia di essere il compleanno peggiore per la testata”. E dunque: “Questa ennesima crisi nel mondo dell’editoria testimonia inoltre l’urgenza di una nuova legge regionale che accompagni le testate nella transizione digitale e assicuri un futuro al settore”. La richiesta è netta: “Chiediamo quindi alle istituzioni regionali e locali il massimo impegno su questa vicenda perché si apra al più presto un tavolo di trattativa che abbia come obiettivo la tutela dei posti di lavoro e della testata”.
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