Dopo due giornate di sciopero su un pacchetto di cinque, e oltre dieci di trattative a oltranza, sembra sbloccarsi la situazione al quotidiano fondato da Antonio Granisci, oggi di Renato Soru, pesantemente gravato da un forte squilibrio tra costi e ricavi. Il pre-accordo siglato martedì notte tra il comitato di redazione e Antonio Saracino, l’amministratore delegato della Nie (Nuova iniziativa editoriale, società editrice del giornale) fa ben sperare. Il piano è ambizioso e conta di avviare un completo risanamento e un pareggio dei conti già nel 2010. Se ci sarà il via libera definitivo di entrambe le parti il pre-accordo dovrebbe trasformarsi in un pano industriale ed editoriale che nelle prossime settimane arriverà sul tavolo del ministero del Lavoro, una volta raggiunta l’intesa tra Fnsi, Cdr, Fieg e azienda.
Tutto a causa di una situazione economica disastrata, che ha messo la proprietà con le spalle al muro. L’ex governatore della Sardegna, Renato Soru, che aveva rilevato il giornale a maggio 2008, non ha ricapitalizzato e, senza un incisivo piano di risanamento, appare difficile che nuovi investitori possano farsi avanti. Ora l’operazione intrapresa cambia lo scenario e, secondo le previsioni, dell’azienda avrà un rilevante impatto già nel 2009. Questo significa consegnare a potenziali nuovi acquirenti una opportunità di investimento basata su un reale ritorno economico.
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