Si è concluso poco dopo la mezzanotte l’esame delle proposte di modifica avanzate in Senato al disegno di legge che converte il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, recante “provvedimenti anticrisi” (S 1724). L’esame del testo riprenderà stamani nell’aula del Senato con un probabile, ormai scontato, voto di fiducia. Il decreto legge scade il 30 agosto.
Il decreto-legge n. 78/09, nell’art. 10, prevede un sistema molto rigoroso per quanto riguarda la compensazione dei crediti fiscali: la compensazione del credito Iva superiore a 10.000 euro potrà essere effettuato esclusivamente a partire dal sedici del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione (per ulteriori approfondimenti rimandiamo alla circolare Cce n. 32/2009).
Inoltre, il disegno di legge, all’art. 11-bis (addizionale alle imposte sul reddito), attua la disciplina della “pornotax”, che prevede un’addizionale del 25% sui redditi derivanti dalla produzione, distribuzione e rappresentazione di materiale pornografico e di incitamento alla violenza. Le maggiori entrate derivanti dalla pornotax saranno assegnate al Ministero dei beni culturali per interventi a favore dello spettacolo.
Il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 ha precisato che, “per materiale pornografico si intendono i giornali quotidiani o periodici, con i relativi supporti integrativi, e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti”.
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