Editoria

Del Vecchio compra il Carlino, Il Giorno e QN: Riffeser esce di scena

E così gli storici quotidiani della famiglia Riffeser passano di mano. Leonardo Maria Del Vecchio con la Lmdv Media ha concluso l’acquisizione delle azioni di Editoriale Nazionale, la società editrice dei tre quotidiani “Il Resto del Carlino”, “Il Giorno” e “Quotidiano Nazionale”. Non si tratta soltanto di un’operazione societaria, ma di uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni nel panorama dell’editoria italiana.

L’interesse per il settore dell’informazione dell’erede di Leonardo Del Vecchio si era capito già qualche mese fa. Infatti, Del Vecchio ha acquistato una quota di minoranza della società editrice de Il Giornale il cui socio di riferimento è la famiglia Angelucci. L’operazione conferma quindi una strategia di progressivo radicamento nel sistema dell’informazione nazionale e non un semplice investimento occasionale.

Esce, quindi, dalla scena Andrea Riffeser e la sua famiglia che da decenni aveva un ruolo molto importante nell’editoria italiana. Attualmente Riffeser è presidente della Fieg, la Federazione italiana editori giornali, una volta potentissima associazione di imprese editoriali, da qualche anno alle prese con la crisi del settore e con le divisioni tra le imprese affiliate. L’uscita della famiglia Riffeser dal controllo di uno dei principali gruppi editoriali italiani assume anche un valore simbolico rispetto alla trasformazione dell’assetto tradizionale della stampa italiana e della sua rappresentanza.

Si apre un nuovo capitolo per tre testate storiche dell’editoria italiana che verranno guidate da un imprenditore giovane ma di grande solidità patrimoniale. Del Vecchio ha diversi interessi anche in altri settori dell’economia e per questa ragione sarà interessante vedere il posizionamento delle testate in riferimento alla linea editoriale. Il punto non riguarda soltanto le future strategie industriali, ma anche il delicato equilibrio tra proprietà, pluralismo e indipendenza dell’informazione. Quando grandi gruppi editoriali vengono acquisiti da soggetti con interessi economici trasversali, il tema dell’autonomia editoriale diventa inevitabilmente centrale nel dibattito pubblico.

Il dato che sicuramente rileva è che in questi ultimi mesi molte importanti società editoriali sono passate di mano, Repubblica e La Stampa su tutte, a testimonianza di un interesse per un settore che, intanto, registra una crisi devastante in termini di perdita di copie. Il paradosso è evidente: mentre diminuiscono le vendite dei giornali e si riducono i ricavi tradizionali, le grandi testate continuano ad esercitare una forte attrazione su gruppi imprenditoriali e investitori. Segno che il valore dell’informazione non è soltanto economico, ma anche reputazionale, culturale e strategico.

L’auspicio è che chi subentri abbia le idee e i mezzi per rilanciare un settore fondamentale non solo per l’economia, ma anche per il pluralismo democratico e la qualità del dibattito pubblico.

Enzo Ghionni

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