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In Vaticano una commissione per l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sarà al centro di una nuova Commissione interdicasteriale in Vaticano mentre cresce l’attesa per la nuova enciclica di Papa Leone XIV. E, considerando che Prevost ha scelto il nome del suo pontificato ispirandosi proprio al cardinal Pecci, estensore e firmatario della Rerum Novarum, con ogni probabilità siamo di fronte a un documento che potrà essere di fondamentale importanza e non solo in termini di fede.

La novità è che Papa Leone ha detto sì alla proposta del cardinale gesuita Michael Czerny. La Santa Sede studierà il fenomeno. Sotto l’ottica della fede e, soprattutto, alla luce dello sviluppo umano integrale. Tra le mura Leonine l’obiettivo sarà comprendere quale potrà essere l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo dell’economia. Il colpo sociale che ci si attende sul mercato del lavoro, per esempio. E le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non solo per i contraccolpi in fatto di disoccupazione e di tenuta sociale. Ma pure per l’eccessivo spazio che le macchine avranno rispetto agli uomini. Il tema non è che queste comanderanno. No. L’argomento era stato già incardinato benissimo da Papa Leone stesso. Il problema non sono gli algoritmi in sé ma chi li programma. Chi li fa funzionare in un modo anziché in un altro. Insomma, c’è davvero tanto da attendersi dai lavori del nuovo organismo vaticano. E intanto cresce l’attesa per la prima enciclica di Papa Leone. Che sarà pubblicata il 25 maggio prossimo. Intitolata alla Magnifica Humanitas.

Luca Esposito

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