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Clima infame per l’informazione: nuova aggressione ai giornalisti a Bologna

Nuova aggressione ai giornalisti, a farne le spese stavolta è una troupe del Tgr Rai di Bologna. I cronisti si trovavano nei pressi dell’ospedale Maggiore del capoluogo emiliano, seguivano il trasporto dei feriti da Modena, dopo i casi che hanno insanguinato il Paese con la follia del 31enne El Koudri in questo fine settimana. Una vicenda che ha avuto un’eco non solo nazionale ma internazionale. E alla base dell’ennesima aggressione ai danni dei giornalisti che si son dovuti sorbire insulti e minacce. A cui un gruppo di facinorosi ha fatto seguire pure un tentativo di contatto con colpi rifilati all’attrezzatura della troupe.

Si tratta di un altro, l’ennesimo, capitolo di uno scontro che non accenna a placarsi. I giornalisti sono sempre più nel mirino. Il clima è fin troppo teso e chi ha la “colpa” di fare informazione diventa automaticamente un bersaglio. Una situazione esasperata ed esasperante. Che è figlia anche di decenni di populismo che tuttora politici e persino qualche giornale, pur di far cassa, continua a cavalcare. E gli attestati di solidarietà son sempre quelli del giorno dopo. Già, perché la conta dei danni arriva sempre alla fine. Stavolta l’assostampa dell’Emilia Romagna ha voluto ribadire vicinanza ai giornalisti protagonisti loro malgrado dell’aggressione patita a Bologna. Parole che dovrebbero far riflettere e non andrebbero solo riportate. “Appreso della inconcepibile aggressione ai danni di una troupe della Tgr Rai di Bologna, Aser condanna fermamente l’accaduto ed esprime la massima vicinanza a giornalisti e operatori”. Anche perché il sindacato spiega chiaramente come stanno i fatti. “Purtroppo – come troppo spesso accade, quasi come se la responsabilità degli eventi fosse dell’attività giornalistica – davanti all’ospedale un gruppo di incivili ha rivolto insulti all’operatore della Rai e colpito l’attrezzatura e la telecamera. Per fortuna, non si registrano feriti tra gli operatori dell’informazione, ma l’episodio riporta di attualità l’importanza di tutelare una professione costituzionalmente garantita”.

A questo punto, Aser “si attende che i responsabili vengano tempestivamente individuati e adeguatamente puniti per il grave atto di intimidazione, oltre ad essere chiamati a rispondere degli eventuali danni provocati. Aser auspica tuttavia che i giovani autori del gesto insensato si siano resi conto della gravità del loro atto e si presentino spontaneamente alla sede Rai di Bologna per scusarsi: sarebbe un segnale positivo in un mondo dove si tende ad esasperare tutto.  A dispetto della legalità e della ragione”.

Luca Esposito

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