La giustizia svizzera, con una sentenza, ha di fatto stabilito che Google non ha bisogno di essere perfetta quando si tratta di privacy. La Corte Suprema, che ha sede a Losanna, infatti, ha capovolto in parte una sentenza che avrebbe obbligato Google a garantire l’anonimato completo alle persone che appaiono nel servizio Street View. Il tribunale federale elvetico ha stabilito che l’oscuramento attuato dal popolare motore di ricerca su visi e targhe può consentire un margine di errore dell’1%, a esclusione di aree particolarmente sensibili come scuole, ospedali e tribunali, dove il colore della pelle e gli indumenti devono essere oscurati. La Corte Suprema ha comunque ribadito il verdetto della Corte federale amministrativa svizzera, che l’anno scorso ha ordinato a Google di interrompere la pubblicazione di fotografie di giardini privati scattate con macchine fotografiche posizionate a un’altezza superiore a quella delle persone.
Watchdog privacy Svizzera, il commissario federale di protezione dei dati avrebbe voluto una garanzia assoluta di anonimato in Street View. In passato il commissario alla protezione dei dati Hanspeter Thür ha usato proprio Street View per evidenziare quei casi in cui il software non oscura volti di adulti e bambini in pubblico – anche nella strada davanti alla stessa Corte – e riporta immagini anche di arre private delle abitazioni.
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