Ben vengano i nuovi criteri per il calcolo dei contributi all’editoria che mettono paletti più stretti parlando di copie diffuse e non di tiratura e che mettono al bando le vendite in blocco, ma si deve tornare a considerare tali contributi un diritto soggettivo delle case editrici, non legato cioè al limite di spesa dello Stato. Così come è necessario, in tempo per la presentazione delle domande, prevedere particolari agevolazioni per l’emittenza radiofonica e televisiva locale, i giornali italiani all’estero e quelli dei movimenti dei consumatori, rimasti a secco dopo l’approvazione del Milleproroghe. È quanto afferma la commissione cultura della Camera, chiamata a formulare un parere (non vincolante) sullo schema di decreto (AG 183)che servirà a riordinare il sistema delle provvidenze prima che questo torni in consiglio dei ministri.
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