“Sono almeno 55 i giornalisti arrestati nel corso delle proteste seguite all’annuncio della vittoria, per il sesto mandato consecutivo, del presidente Alyaksandr Lukashenka”. Lo ha comunicato, citando l’Associazione dei giornalisti della Bielorussia, Amnesty International che ha sottolineato come “tra le migliaia di persone arrestate, le forze di sicurezza hanno preso particolarmente di mira i giornalisti picchiandoli, colpendoli coi manganelli, sparandogli contro proiettili di gomma, distruggendo le loro attrezzature e cancellando le immagini della repressione”.
Tra gli altri giornalisti aggrediti, ha riportato Amnesty International, “figurano Vadzim Zamirouski, Darya Burakina e Usevalad Zarubin del portale Tut.by, il più letto sito d’informazioni della Bielorussia; il fotografo dell’Associated Press Syarhei Hryts; un’altra giornalista di Nasha Niva, Nadzeya Buzhan; Uladzislau Barysavich e Syarhei Ptushka, due reporter online; Pavel Patapau e Ivan Murauyou del canale televisivo online Belsat”.
Amnesty International ha chiesto alle autorità bielorusse di rispettare la libertà di stampa e rilasciare tutti i giornalisti arrestati solo perché stavano facendo il loro lavoro. “In questi giorni i giornalisti in Bielorussia stanno facendo un lavoro eroico, documentando la brutale repressione delle proteste“, ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale.
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