Le frequenze tv non verranno più regalate ma non scatterà nemmeno una procedura di vendita. E’ questa la soluzione cui sta lavorando il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, per evitare di incappare in una serie di ostacoli non di poco conto sulla strada dell’ormai famoso beauty contest, l’assegnazione gratuita dei sei multiplex digitali terrestri decisa dal governo Berlusconi per dotare di altre frequenze gli attori del mercato televisivo (tra cui Rai, Mediaset, Telecom Italia e Sky, che poi si è defilata).
E’stato lo stesso ministro ad annunciare il prossimo stop ieri alla Camera, anche se la Commissione aggiudicante, contattata da MF-Milano Finanza, non ha avuto ancora alcuna indicazione di fermo lavori.
«La procedura di beauty contest», ha spiegato Passera, «è stata prevista in un contesto economico e sociale molto diverso da quello attuale. Nel momento in cui il governo sta chiedendo sacrifici ai cittadini ha inoltre il dovere di dimostrare di saper valorizzare al massimo le risorse dello Stato specie dove tali risorse siano limitate e tali da costituire un potenziale strumento di crescita per il Paese. Da ciò», ha aggiunto, «l’esigenza di una riconsiderazione seria e approfondita nell’interesse pubblico generale sull’utilizzo delle frequenze messe a gara anche al fine di valutare eventuali benefici economici per lo Stato derivanti dalla loro valorizzazione». E visto che le frequenze hanno «un valore strategico oltre che economico», sarà necessario fare «un’analisi seria e approfondita sulle possibilità di utilizzo di tali frequenze anche nella consapevolezza della scarsità delle risorse».
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