E’ finita da un pezzo l’epoca del web libero e anonimo, ogni stato-nazione ha il suo sistema di sicurezza e gli oltre 500 milioni di account virtuali sono equiparati a persone reali in grado di intendere e volere con annesse responsabilità per le proprie azioni e dichiarazioni.
Quasi tutti hanno oramai un profilo virtuale nella community del web più famosa al mondo, postiamo status, carichiamo foto e video, condividiamo ciò che ci piace e lo segnaliamo agli amici, ma se ci capita di scrivere un commento, anche goliardico, siamo attenti, perché se non piace al destinatario rischiamo grosso.
Ad Asti la Procura ha da poco rinviato a giudizio in citazione diretta tre artigiani, con l’accusa di aver denigrato l’onore del corpo della polizia municipale su Facebook. La scorsa estate, Brigida di Sarno cinquantenne proprietaria del “Bar Novecento” in Via Ospedale, è stata multata dai vigili perché il dehor del locale era troppo grande rispetto l’autorizzazione del Comune astigiano, la multa caricata sul profilo virtuale della proprietaria del bar ha scaturito una serie di commenti “not politically correct” da parte dei suoi affezionati clienti. Il processo inizierà il prossimo 26 Settembre.
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