“Se il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo”. È quanto si legge nella moratoria promossa da una serie di associazioni (Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Studio legale Sarzana e Associati) contro la delibera 668/2010 del dicembre 2010 con la quale l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre “un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria”. In questo modo non sarà più possibile – spiegano i promotori dell’iniziativa – “accedere ad alcune sezioni della ‘biblioteca’ Internet che includeranno portali informativi esteri sospettati di violare il diritto d’autore senza che ciò sia in qualche modo accertato. I singoli “libri” rimossi includeranno articoli pubblicati da giornali, banche dati di pubbliche amministrazioni e di privati, documenti riservati finiti in rete ed utili per conoscere fatti che l’opinione pubblica potrebbe non conoscere diversamente, video amatoriali e fotografie con sottofondo musicale caricate dagli utenti nelle piattaforme di condivisione, singole pagine di blog amatoriali contenenti anche un solo file in violazione del diritto d’autore.
I promotori chiedono che si apra in Parlamento un “grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d’autore e accesso alla conoscenza, scongiurando il pericolo di nuove censure”.
Egidio Negri
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