Iniziano le audizioni delle compagnie telefoniche e delle associazioni dei consumatori presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per cercare di trovare una soluzione sui rimborsi per la fatturazione a 28 giorni, che poi sono state dichiarate vietate dalla legge. Il problema riguarda milioni di consumatori: secondo le stime di Altroconsumo, fino a 12 milioni di utenti di linea fissa e 60 milioni di utenti di telefonia mobile, infatti, con le fatture a 28 giorni hanno pagato un mese in più all’anno. Il valore di mercato in gioco si aggira intorno ai 13 miliardi di euro. Le associazioni ora chiedono che agli operatori di restituire ai consumatori i soldi sottratti ingiustamente. Senza ulteriori aumenti: l’incremento generalizzato dei prezzi dell’8,6%, con cui le compagnie stavano cercando di riprendersi a tavolino quanto avrebbero perso con la fatturazione mensile, è stato sospeso il 22 marzo dall’Antitrust presieduta da Giovanni Pitruzzella. L’obiettivo dell’Agcom è di non rimandare troppo in avanti il rimborso ai clienti e lasciare liberi i consumatori di cambiare operatore. Il rischio altrimenti è un cliente non passi a un’altra compagnia nel timore di perdere il rimborso o debba avviare contenziosi in solitaria. Le compagnie si sono opposte anche a questa soluzione, sostenendo che i tempi per adeguarsi sarebbero troppo brevi.
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