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WIMAX. L’UMBRIA LANCIA LA SFIDA ALLA BANDA LARGA E AL DIVIDENDO DIGITALE

Anche l’Italia dispone ora della tecnologia WiMax, che permette l’accesso a Internet in banda larga senza fili tramite onde radio. E’ perfettamente riuscito, infatti, il primo test italiano del servizio, organizzato a Todi dell’operatore di telecomunicazioni Aria, che proprio nella cittadina umbra ha la sua sede. Aria e’ l’unico, tra i vincitori dell’appalto per la nuova tecnologia, ad avere acquisito licenze per tutte le sette macroaree regionali nelle quali era stato diviso il territorio italiano, ed e’ quindi anche il solo che sta mettendo in piedi un servizio per l’Italia intera.
‘Per ora offriremo connettivita’ a Internet – dice Abramo Volpi, responsabile marketing di Aria -. Pensiamo di poter fornire anche il servizio voce entro il terzo trimestre 2009.
In prospettiva, puntiamo entro cinque anni a fornire il servizio WiMax al 50% del territorio italiano, puntando su quelle aree dove il servizio Adsl non c’e’ o e’ scadente. Entro il 2013 vorremmo arrivare a 3.200 comuni, grazie a 4.200 base station, e al 75% della popolazione del paese’. .
Teatro della prova e’ stata la campagna umbra di Todi. E’ qui che ha sede Aria, la compagnia fondata da quattro imprenditori umbri nel 2005 e capace solo tre anni dopo, grazie al magnate israeliano David Gilo che ne aveva nel frattempo rilevato il 75%, di aggiudicarsi per 45 milioni di euro totali una licenza per tutta l’Italia. Il servizio provato, Aria Casa 7Mb, cioe’ di 7 megabyte al secondo, destinato alle famiglie, permette di accedere con una connessione a banda larga a servizi finanziari, culturali, sanitari, della pubblica amministrazione e a contenuti di intrattenimento. L’utilizzatore del servizio puo’ navigare su internet ad alta velocita’ e scaricare file, musica e video. Puo’ inoltre spedire file, foto e filmati.
La scelta di lanciare il servizio in alcune zone di campagna dove i servizi wireless, cioe’ senza fili, non possono essere assicurati da altre fonti come la fibra ottica o altri tradizionali cavi telefonici risponde alla funzione stessa della tecnologia WiMax di arrivare nelle zone periferiche e quindi anche economicamente meno vantaggiose per gli operatori. Proprio la differenziazione tra aree cittadine e di campagna nell’accesso a Internet costituisce d’altra parte uno dei piu’ importanti indicatori del ‘digital divide’.
Le aziende produttrici di tecnologia sono gia’ da tempo al lavoro su questo nuovo business, che per nel futuro prevede una lotta strenua con la telefonia mobile di quarta generazione, Lte (Long Term Evolution), per divenire lo standard della comunicazione mobile. Sull’affare piu’ importante, quello dei telefonini, e’ arrivata per prima la taiwanese Htc, produttrice anche del Google-Phone, che ha annunciato lo scorso 12 novembre l’arrivo del primo cellulare al mondo abilitato al Wi-MAX. Per ora e’ disponibile in Russia per la rete della Yota Mobile. Con questo telefonino di quarta generazione, la piu’ avanzata della comunicazione mobile, si possono vedere per ora gia’ fino a nove canali televisivi simultaneamente. Dopo i cellulari, i laptop, il cui trend di vendite ha ormai gia’ superato quello dei computer desktop: i primi dotati della funzione WiMax sono stati prodotti negli Stati Uniti dalla Acer.(ADUC)

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