Categories: Giurisprudenza

VICE E SOTTOSEGRETARI LA NOMINA SLITTA ANCORA. PROBABILE MALINCONICO ALL’EDITORIA

«Monti ci snobba, non si è fatti vivo nessuno». C’è stupore e anche un tantino di irritazione tra gli sherpa dei partiti che sono stati destinati a contrattare con il premier i sottosegretari. Né una telefonata del premier per aprire il dossier. Né un colpo di telefono da parte dei sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Al momento il professore, che dimostra di non aver preso bene il rifiuto
di Pd e del Pdl ad entrare con propri rappresentanti
nell’esecutivo, si tiene alla larga dai partiti. Anche perché
resta valido l’intendimento fatto trapelare sabato: i vicerninistri
e i sottosegretari saranno scelti dai ministri. E, in «nome
della sobrietà», non dovranno essere più di 32: 8 viceministri
e 24 sottosegretari. Conclusione: al massimo i partiti che
costituiscono lo zoccolo duro del governo forniranno delle
rose di nomi di tecnici d’area, con tanto
di curricula, ma poi saranno i ministri a
scegliere.
A palazzo Chigi, con i gradi di
sottosegretario, dovrebbe andare il presidente
della Fieg, Carlo Malinconico, con la delega all’Editoria.
Altro arrivo
potrebbe essere quello di Francesco Verbaro,
consigliere giuridico di Sacconi al
dicastero del Lavoro e già collaboratore
di Frattini alla Funzione pubblica. L’alternativa:
Luisa Torchia, allieva di Sabino
Cassese, più apprezzata dal centrosinistra.
Da definire anche i vice all’Economia
di cui Monti ha tenuto l’interim.
Si parla di Paolo De loanna (ex capo di
gabinetto di Ciampi e consigliere di
Stato), Vincenzo La Via (direttore finanziario
della Banca mondiale), Daria
Scannapieco (vicepresidente della banca
europea per gli investimenti).
Un drappello di possibili viceministri
è costituito anche dall’ex ministro
della Funzione pubblica. Angelo Piazza,
avvocato molto stimato a palazzo
Chigi che potrebbe andare agli Interni.
Paolo Peluffo, ex portavoce di Carlo
Azeglio Ciampi e consigliere della Corte
dei conti che ha ottenuto ottimi risultati Teresa Petrangolini
con Italia 150, potrebbe andare alla
Cultura o all’Istruzione.
Alle Infrastrutture,
dove il ministro Corrado Passera somma anche il
dicastero allo Sviluppo, è dato probabile l’arrivo di Vito
Riggio, presidente dell’Enac. Sottosegretario alla Salute
potrebbe essere Teresa Petrangolini, segretario del Tribunale
dei diritti del malato.
Antonietta Gallo

editoriatv

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