In Italia il giornalismo è «fin troppo» libero, «visto che pubblichiamo intercettazioni telefoniche che in tutti gli altri paesi sarebbero vietate». Lo afferma in un’intervista al quotidiano Il Tempo, Bruno Vespa, parlando del suo ultimo libro ‘Il cuore e la spada’, «un libro di storia per tutti -spiega il conduttore di Porta a porta- scritto semplicemente e dedicato, oltre che agli avvenimenti di quasi 200 anni, ai protagonisti con le loro virtù con i loro amori e con i loro difetti». Vespa sostiene che il governo Berlusconi sia «l’unico possibile in questo momento», ed è convinto che un buon giornalista possa avere delle idee politiche: «sa che cosa dico ai miei colleghi di Porta a porta? Votate per chi volete, ma fate in modo che io non me ne accorga mai». Vespa lancia infine un appello all’unità civile per superare il difficile momento che stiamo vivendo: «Se la smetteranno di farci la guerra su tutto e ritroveremo lo spirito di unità civile – pure nella divisione politica – del dopoguerra, potremo riemergere da una pericolosa situazione stagnante». (Adnkronos)
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