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FREE PRESS/LE PROSPETTIVE DI UN COMPARTO IN CRISI

Dopo la chiusura di Epolis s.p.a., la nota società editrice specializzata della pubblicazione di quotidiani distribuiti su scala nazionale secondo la formula free pay, il futuro della stampa gratuita in Italia offre nuovi spunti di riflessione.
Il 2011 si è aperto nel mese di gennaio con un tracollo della raccolta dei quotidiani free press del 31,8 % rispetto allo stesso mese di gennaio 2010. Le entrate delle inserzioni pubblicitarie per i quattro giornali che costituiscono una fetta sostanziale del mercato in questione (Leggo, City, Metro e Dnews) ammontano a 2,3 Mln di euro.

Le proiezioni del 2011 a fronte del 5% di fatturato annuo, storicamente determinato per il mese di gennaio, segnalano perdite dell’11,5%. È facile intuire che la drastica riduzione delle risorse fruibili dalle quattro concessionarie corrispondenti – Piemme (Leggo), Rcs pubblicità (City), Visibilia (Metro) ed Emotional Advertising (Dnews) – prefiguri un quadro non promettente per i singoli bilanci aziendali. Le sorti delle testate apparirebbero intrecciate, specie dopo le previsioni di alcuni analisti su di una possibile chiusura del giornale Metro, facente capo al Gruppo di stampatori Farina. Sempre secondo le stime, dallo stesso destino potrebbero essere travolti, successivamente, anche quotidiani come City e Leggo. Eppure tali conclusioni vengono scongiurate proprio dal Consulente del Gruppo Farina, Stefano Piccirilli, che esclude la potenziale chiusura di Metro e si dimostra ottimista sulle prospettive del comparto a dispetto della chiusura di una società editrice importante come il gruppo Epolis.
“Quanto al calo della commerciale nazionale(-41% ndr) in gennaio” prosegue l’esperto “si spiega con un dato anomalo dello stesso mese del 2010. La raccolta complessiva della free press potrebbe essere intorno al -10% nel 2011, quello è il dato vero su cui ragionare”. Ancor di più se si considera che la pubblicità rappresenta l’unica fonte di ricavi per i quotidiani di questo comparto che, in Italia, svolge ormai il ruolo ricoperto dai tabloid e dai quotidiani popolari nel mercato europeo, attestandosi nel 2009 con una diffusione su territorio nazionale pari al 42% contro una media europea del 27%.

Si tratta, comunque, di percentuali destinate a variare sensibilmente in vista anche del progresso tecnologico che con la diffusione dei tablet e delle innumerevoli applicazioni corrispondenti, può pregiudicare notevolmente il futuro dell’informazione generalista, specie se gratuita. Una quota sempre più cospicua dei grandi investimenti pubblicitari potrebbe, infatti, essere smistata verso le piattaforme dei contenuti personalizzabili ed a pagamento, più appetibili sotto altri profili.

Manuela Avino

editoriatv

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