Calcio e diritti tv, un business milionario
“Basta regia unica, intervenga l’Agcom”. Il campionato di calcio si è appena concluso e fioriscono le polemiche. Non per i verdetti del campo ma contro la cosiddetta “regia unica”, imposta dalla Lega Calcio. Le immagini dagli stadi italiani sono decise a tavolino e costringono i giornalisti a complicarsi la vita. E non solo, appena attorno alle partite accade qualcosa di rilevante – si direbbe “notiziabile” – le telecamere, sistematicamente, lo ignorano. Così è successo a La Spezia, con i tafferugli in curva tra i tifosi liguri e quelli del Napoli. Così è successo altrove, in tutto il campionato. E questa decisione non va affatto bene perché si arriva al paradosso per cui le immagini non dicono nulla e i telecronisti debbono commentare cose che vedono dal campo, ammesso e non concesso che siano in tribuna stampa dal momento che molti “racconti” avvengono in tubo cioé da studio proprio sulla base delle immagini trasmesse.
L’Usigrai ha deciso di alzare la voce, per l’ennesima volta, contro la limitazione e la scelta a priori di cosa sia giusto e interessante seguire. E chiede a gran voce l’intervento dell’Agcom per mettere un freno alla situazione e ripristinare un corretto esercizio del diritto di cronaca. Il sindacato ha tuonato: “La regia unica imposta dalla Lega calcio durante le partite di serie A e B impedisce il corretto esercizio del diritto di cronaca. Intervenga l’Agcom per verificare il rispetto delle sue delibere sulla necessità’ di garantire il libero e completo esercizio del diritto di cronaca agli avvenimenti che accadono all’interno degli impianti sportivi”.
L’episodio di ieri, secondo il sindacato, “è accaduto al Picco di La Spezia dove dopo dieci minuti dall’inizio dell’incontro di calcio tra Spezia e Napoli, l’arbitro e’ stato costretto ad interrompere la gara per gli incidenti sugli spalti tra le tifoserie e per l’invasione di campo di alcuni facinorosi. Purtroppo però a casa nessuno ha potuto vedere nulla. Né ai giornalisti presenti in tribuna stampa è stato consentito di documentare quanto accaduto, così come imposto dalle norme introdotte dalla lega calcio all’interno degli stadi”. Secondo l’Usigrai “i cittadini devono essere informati. Non è piu tollerabile che un diritto costituzionalmente garantito possa essere sistematicamente violato in ossequio a logiche di natura commerciale”.
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