Due settimanali liberali ungheresi, ‘Es’ (Vita e letteratura) e ‘Magyar Narancs’ (Arancio ungherese) e anche il quotidiano socialista ‘Nepszava’ sono usciti ieri con la prima pagina bianca per protesta contro le restrizioni della libertà di stampa introdotte dal governo conservatore. In Parlamento, la maggioranza governativa di due terzi, sta varando l’ultimo tassello di un pacchetto sui media: una legge che prevede multe salate da parte dell’Autorità sui media, governata interamente dal partito di maggioranza, in casi non meglio precisati di ”violazioni dell’interesse pubblico”.
La controversa legge prevede inoltre la soppressione delle redazioni di news alla tv e alla radio, che confluirebbero in un unico centro di notizie presso l’agenzia di stampa nazionale Mti volto ad assicurare una confezione uniforme delle notizie per tutti i media pubblici.
Il quotidiano Nepszabadsag parla di restrizioni incostituzionali e annuncia ricorso alla Corte costituzionale. ”Questa legge è chiaramente contro i giornalisti, la trasparenza, il suo scopo è rendere possibile il controllo della stampa libera, nel nome di un imprecisato interesse pubblico”, ha sottolineato Zoltan Kovacs, direttore del settimanale Es.
Arianna Esposito
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