Editoria

Telestense, giù il sipario: disposta la liquidazione giudiziaria

A Telestense si apre la liquidazione giudiziaria. Il tribunale di Ferrara ha disposto che il curatore sarà Ettore Donini e dovrà occuparsi di liquidare Rei srl, l’azienda editrice della storia televisione emiliana. A nulla sono valsi gli sforzi della difesa che aveva chiesto un ulteriore rinvio di tre mesi. Un’opzione che sarebbe stata finalizzata alla ricerca di nuovi finanziatori. I giudici hanno detto no: Telestense va in liquidazione. E questo perché le richieste avanzate sarebbero state “sfornite” di ogni “supporto probatorio”.

Ora l’attenzione va ai livelli occupazionali, al destino dei giornalisti e dei lavoratori della storica emittente. L’Aser, l’Associazione della Stampa dell’Emilia Romagna, chiede alle autorità di farsi sentire. Perché s’è spenta una voce storica e preziosa per il territorio. Non è solo una questione di lavoro ma diventa pure una vicenda che rischia di impattare sul pluralismo. “Come Associazione della stampa Emilia-Romagna esprimiamo preoccupazione per l’ennesima grave crisi aziendale che colpisce uno storico presidio della regione”. E ancora: “Questa televisione aveva mezzo secolo di vita ed è stata a lungo un punto di riferimento per il territorio estense con telegiornali di qualità, programmi di intrattenimento e trasmissioni dedicate allo sport”.

Il sindacato ricorda come “in questi anni” si sia “lottato duramente per difendere la televisione e abbiamo promosso tavoli – anche a livello istituzionale – per puntare al recupero degli arretrati e al rilancio di Telestense. Ma ai tavoli l’ingegner Bighinati non si è mai presentato. Purtroppo, Rei srl, che per diversi anni non ha pagato con regolarità gli stipendi, mettendo in difficoltà i dipendenti e le loro famiglie, non è stata in grado di proporre idee o individuare partner economici in grado di rilanciare l’emittente, che si è andata impoverendo di continuo, fino a diventare un contenitore vuoto. Con lavoratori stremati che alla fine se ne sono andati. La decisione del Tribunale non costituisce dunque una sorpresa”.

La richiesta, adesso, è di tutelare chi è rimasto: “Aser chiede che la giornalista rimasta a carico dell’azienda sia tutelata dal curatore, così come auspica che quanto accaduto in questa televisione serva da lezione alle istituzioni e alla politica: quando muore un presidio di informazione a rimetterci sono i cittadini”.

Luca Esposito

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