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“Serviranno sempre più risorse pubbliche per sostenere il pluralismo”

Saranno necessarie “sempre più risorse pubbliche” per sostenere il pluralismo e l’informazione. Ne è convinto il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega all’editoria, Alberto Barachini. Che è intervenuto al convegno organizzato a Roma da Confindustria Radio-Tv e dedicato alla Prominence, pluralismo e nuove regole nell’ecosistema digitale. Le parole di Barachini sono indicative di quale sarà il futuro dell’informazione nell’epoca del digitale. “Servono sempre più risorse pubbliche per difendere i sistemi nazionali e i sistemi europei. E io credo che serva anche un livello unitario a difesa dell’informazione europea, anche perché siamo i primi in Europa insieme all’Europa a mettere regole, ad esempio sull’intelligenza artificiale, questo è un passo in avanti fondamentale”, ha affermato l’esponente del governo.

Che ha poi commentato la proposta del presidente di Confindustria Radio Tv, Antonio Marano, di imporre una sorta di tassa al 5% sul fatturato complessivo di Big Tech da destinare al sostegno delle attività editoriali e informative nel nostro Paese. Più in generale, la notazione di Barachini è legata al rapporto tra le aziende editoriali e i giganti digitali: “In realtà la distribuzione oggi delle informazioni sconta una diversa responsabilità, perché distribuisce contenuti che non traduce su cui non partecipa ai costi. Se noi vogliamo difendere i sistemi editoriali nazionali ed europei – ha detto Barachini – dobbiamo fare in modo che chi distribuisce quei contenuti li retribuisca correttamente. Oggi produrre un’informazione è costoso e distribuirla non costa nulla e questo non può andare avanti”.

Barachini ha quindi aggiunto: “Io credo che garantire un accesso rapido e facile all’informazione di interesse pubblico sia fondamentale. Viviamo in un’epoca in cui la distribuzione condiziona in qualche modo l’accesso all’informazione e questo condiziona a sua volta anche la capacità di partecipare alla vita democratica alla vita politica dei cittadini. Avere un’informazione di interesse pubblico, essere stimolati a partecipare alla vita pubblica vuol dire anche essere cittadini informati. Oggi il sistema nazionale soffre di una concorrenza internazionale con regole precise diverse e, a volte, con condizioni deontologiche e di responsabilità molto diverse”.

Luca Esposito

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