Cala il sipario sulla Tv delle libertà, la creatura più famosa di Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, che il 22 maggio ne ha ceduto la proprietà a Forza Italia, per la quota simbolica di un euro. Un euro in cambio dei 20 milioni di debiti accumulati in un anno di trasmissioni. Chiamando il numero verde di quella che Michela la Rossa definiva “la tv della gente, non dei politici” – risponde un disco registrato: “Le nostre trasmissioni sono momentaneamente sospese”.
La televisione – per il 70% di proprietà della Brambilla, per il restante 30% di Salvatore Sciascia – aveva cominciato a trasmettere sul satellite nel giugno 2007, martellando 24 ore su 24 (canale 818 di Sky) contro il governo Prodi. Il segnale veniva poi rilanciato in chiaro da un network di 40 tv locali. Finita la campagna elettorale, così come è stata chiusa la faraonica sede dei circoli della libertà all’Eur, si è esaurita anche la funzione della televisione. “Peccato – ha detto l’ex direttore Giorgio Medail – stavamo avendo successo, mi spiace per i 13 giornalisti professionisti che lavoravano con me e per i tecnici”.
E tuttavia la versione di Michela è un po’ diversa. “Ma quale chiusura – sostiene Brambilla – la tv va avanti. Io l’ho creata per conto del presidente Berlusconi e ne ho ceduto la proprietà al partito. Diventerà quindi la tv del partito, oggi Forza Italia domani il Pdl”. Certo, Brambilla ammette che sarà ridimensionata, ma qualcosa comunque resterà: “Sarà una tv di informazione, un po’ diversa da quella attuale che aveva una struttura pesante, adatta alla campagna elettorale. Cambierà faccia, sarà più snella”.
A casa, dunque, i 13 giornalisti e tutta la squadra tecnica in forze alla tv della libertà. I contratti erano validi fino al 31 dicembre, ma dal primo agosto sono tutti in cerca di lavoro. I contratti sono stati onorati, ma da Forza Italia. Come il resto.
Uno dei collaboratori più famosi, Marco Taradash, conferma che “non si è parlato del futuro” e non rinnega l’esperienza: “È stata positiva, si è creata un’ottima rete giornalistica di giovani molto bravi”. E ai responsabili di Forza Italia lancia un amo: “Dovrebbero fare come Veltroni, che apre una sua tv contando anche sul rimborso pubblico, non sarebbe sbagliato continuare. La tv delle libertà ha rappresentato quella scuola di giornalismo che alla destra manca, spero proprio che non disperdano questa esperienza”.
Fabiana Cammarano
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