Il rispetto dei patti innanzitutto. Sì perché dal 2013, saldare una fattura in ritardo costerà caro. La puntualità nei pagamenti delle transazioni commerciali sarà, infatti, richiesta, pena la maturazione automatica degli interessi di mora. E questo a partire dal primo gennaio dell’anno in corso.
La norma mira a raggiungere due obiettivi. Da un lato garantire maggiore redditività e competitività alle imprese, dall’altro tentare di risolvere il problema, fortemente sentito da quanti operano con il settore pubblico, del cronico ritardo nei pagamenti da parte dello Stato.
In particolare, il termine massimo previsto dal decreto per saldare il sospeso viene fissato, per tutti i soggetti, in 30 giorni dal ricevimento della fattura o, qualora la data di ricezione del documento da parte del debitore sia anteriore all’adempimento della relativa prestazione, dal giorno di ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi. Il limite è elevabile a 60 giorni nelle operazioni commerciali in cui il debitore risulta essere una pubblica amministrazione, questo, però, previo accordo scritto dalle parti, possibile solo quando ciò sia giustificato dalla natura e dall’oggetto del contratto, nonché dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione.
Il limite temporale di 60 giorni diventa invece automatico nei rapporti fra fornitori e aziende pubbliche sanitarie.
Non occorre tralasciare, infine, l’aspetto formale dei contratti, le cui clausole dovranno essere modificate per essere in linea con la nuova, più rigida, disciplina.
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