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RIFORMA DELLE PROFESSIONI: LO SCHEMA APPROVATO DAL CDM DESTA DUBBI E MALCONTENTI

C’è fermento nel mondo dei professionisti del lavoro e c’è attesa per il 13 agosto, data in cui le proposte di modifica degli ordinamenti saranno esaminate con un Dpr da emanare, secondo legge.
Per il momento Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato la settimana scorsa, in via preliminare, lo schema di Dpr, come previsto dall’articolo 3, comma 5, del Dl 138/2011.
Il Decreto Presidenziale interessa tutte le professioni regolamentate (ad eccezione di quelle sanitarie) e contiene disposizioni specifiche per la classe di avvocati e notai.
Per professioni regolamentate si intende nello specifico l’attività, o l’insieme delle attività, riservate o non riservate, il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in ordini o collegi o in ogni caso in albi, registri ed elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici, quando la iscrizione è subordinata al possesso di qualifiche professionali o all’accertamento delle specifiche professionalità, così come stabilito dall’articolo 1 dello schema di decreto.
Ora sono diverse le novità che interesserebbero coloro i quali rientrano nella categoria di professionisti regolamentari, tra queste: accesso alla professione, formazione permanente, limite alla durata del tirocinio, compenso del professionista, assicurazione obbligatoria e liberalizzazione della pubblicità e istituzione di organi terzi per le questioni disciplinari.
Mentre il socio di capitale, così come il singolo professionista, potrà partecipare a una sola società tra professionisti.
Su questi punti regna però ancora incertezza e dunque si chiede maggiore chiarezza e tempi più brevi, proprio sull’accelerare dei tempi insiste il presidente dei commercialisti italiani Claudio Siciliotti.
Interventi anche nel mondo notarile che destano il malcontento degli appartenenti alla categoria, a farsi portavoce è Giancarlo Laurini, presidente del Consiglio nazionale del Notariato, secondo cui le società tra professionisti con soci di capitale o non notai mal si legano con la funzione pubblica dei notai e nessuno degli altri ordinamenti notarili europei le prevede.
Con l’entrata in vigore del Regolamento in esame saranno abrogate tutte le norme incompatibili con esso.
Successivamente, il Governo, entro il 31 dicembre 2012, provvederà a raccogliere le disposizioni di legge che non risultano abrogate per effetto dell’articolo 3, comma 5 bis, del DL 138/2011.

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