Filippo Facci rischia di concludere la sua avventura alla guida di una trasmissione Rai ancora prima di iniziarla. In un articolo pubblicato su Libero, in merito alla denuncia di una presunta violenza sessuale di una ragazza di 22 anni nei confronti del figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha scritto parole che sono state interpretate come un attacco alla donna. Che ha fatto alzare la protesta di sindacati e della politica. Che, specialmente da sinistra, randella contro il giornalista. Le Commissioni pari opportunità della Federazione nazionale della Stampa italiana, dell’Usigrai e di Giulia Giornaliste hanno denunciato “l’uso di un linguaggio sessista e morboso”. “Il racconto della violenza non può diventare altra violenza, ancora più grave, annientando una seconda volta la vittima nell’affannosa ricerca di alibi per il colpevole”, tuonano le sigle che aggiungono: “Le commissioni pari opportunità della Fnsi e dell’Usigrai e l’associazione Giulia Giornaliste presenteranno un esposto al Consiglio di disciplina della Lombardia nei confronti del direttore responsabile Pietro Senaldi e del giornalista Filippo Facci”. Critiche arrivano anche dal presidente Fnsi Vittorio Di Trapani, già segretario Usigrai, che tira in ballo un’altra polemica che ha visto Facci protagonista: “l linguaggio usato da Filippo Facci è incompatibile con la Rai Servizio Pubblico. Del resto, chi lo ha scelto sapeva cosa sceglieva visto che – ad esempio – solo pochi mesi fa si era già esibito in un fulgido esempio di razzismo contro i napoletani”.
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