Nonostante un primo investimento di 23 milioni di euro (e i sostanziosi contributi statale per l’editoria), l’Unità di Renato Soru e Concita Di Gregorio è di nuovo sull’orlo della crisi. L’editore, dopo quell’esborso – “destinata alla copertura delle perdite pregresse, alla ricapitalizzazione, al generale risanamento aziendale e a nuovi investimenti” – ha varato un piano lacrime-e-sangue. Con un motivazione di fondo: “l’organico dell’Unità aveva raggiunto una dimensione tale da essere assolutamente sproporzionato rispetto alla dimensioni del giornale e fuori linea rispetto a tutti gli standard riconosciuti sia in Italia, sia in Europa”. Perciò, come denuncia la redazione, ha deciso di espellere 20 giornalisti con contratto a tempo determinato e altri dieci con contratti di collaborazione. E, nei prossimi due anni, altri 17 colleghi, tra cui 13 giornalisti che hanno i requisiti per il prepensionamento. Per chi resta in redazione, cassa integrazione a rotazione. Entro un mese, niente più pagine di cronaca di Roma. Intanto alla redazione di Bologna, è già scaduto il contratto del giornalista che si occupava di politica e il 1° maggio scade quello della giornalista di cronaca bianca. A quella della nera l’attuale contratto di collaborazione pagato a pezzo non verrà nemmeno rinnovato. E dal 31 agosto, chiuso anche il rapporto con i collabioratori per la scuola e il sindacato. Cassa integrazione (una settimana a turno al mese) per i restanti quattro redattori.
L’ingresso della Federazione italiana tennis e padel nel capitale sociale della Sae, la società che…
Nuova aggressione ai giornalisti, a farne le spese stavolta è una troupe del Tgr Rai…
L’intelligenza artificiale sarà al centro di una nuova Commissione interdicasteriale in Vaticano mentre cresce l’attesa…
È morto il giornalista Marco Vignudelli. Arriva il cordoglio dell’Usigrai. Che in una nota ha…
La creator economy italiana entra ufficialmente in una nuova fase. Con le recenti indicazioni operative…
E così gli storici quotidiani della famiglia Riffeser passano di mano. Leonardo Maria Del Vecchio…