Mentre i primi tester statunitensi hanno speso la cifra di 1.500 dollari per godere della realtà aumentata di BigG, gli utenti europei rischiano di aspettare ancora a lungo. Stando a quanto riportato dai partecipanti all’evento belga, il progetto Glass avrebbe subito una brusca interruzione a causa delle problematiche legate alla privacy, in particolare alla feature di riconoscimento automatico dei volti di estranei e passanti. In realtà, i super-occhiali dell’azienda californiana sono finiti sotto la lente di numerose autorità di garanzia in vari paesi del mondo (Stati Uniti compresi).
Più realisticamente, il problema legato alla privacy non rappresenta l’unico ostacolo per il lancio europeo di Google Glass. Pare che la Grande G non abbia ancora pensato all’introduzione di un programma di raccolta dei tester – ce ne sono 12mila negli USA – in Europa, in particolare per le difficoltà riscontrate nei meccanismi di riconoscimento vocale, che allo stato attuale non riescono a funzionare bene con le lingue straniere.
(http://punto-informatico.it/3893105/PI/Brevi/google-glass-europa-aspettera-lungo.aspx)
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