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PRIMI DATI AUDIENCE SUL DIGITALE TERRESTRE. IN SARDEGNA PERDONO PUNTI LE EMITTENTI LOCALI

Sono dati audience importanti quelli resi noti sulla Sardegna – che dallo scorso ottobre ha definitivamente abbandonato l’analogico per passare al digitale terrestre – perché consentono di analizzare il comportamento dei telespettatori di fronte alla nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva.
Stando alle cifre fornite dall’Auditel, a novembre, le reti Mediaset hanno perso 7,8 punti di share rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Anche considerando il recupero (stimato secondo prime elaborazioni nello 0,8%) tramite la nuova offerta digitale (Mediaset Premium e altri canali free to air), la perdita per il gruppo è comunque di 7 spettatori su 100. Guadagnano, invece, punti Rai, Sky e i canali digitali terrestri. Più precisamente, i canali tradizionali della Rai perdono 2 punti percentuali, passando dal 40,7 al 38,8%, ma guadagna la nuova offerta digitale che cresce dallo 0,5 al 4%.
A registrare il maggior successo è la nuova rete Rai4 con il 3,1% degli spettatori. In totale la Tv pubblica registra il 42,8%. Bene anche la pay-Tv di Rupert Murdoch che a novembre è arrivata al 9,8%, mentre gli altri canali digitali terrestri, tra i quali La7, che arrivano al 7,3%, segnando un aumento del 2,8%.
Perdono punti di share (-0,4) invece le emittenti locali sarde, che registrano il 2,3%. Si tratta di 5 Stelle Sardegna, Alguer Liberada, Antenna 1 Sardegna, Canale 40, Catalan TV, Gallura TV Channel, Nova TV, Olbia TV, Sardegna 1, Tele Costa Smeralda, Teletirreno Sardegna, Telegì, Telegolfo Sardegna, Tele Maristella, Tele Sardegna, Videolina.
I dati confermano che, oltre a moltiplicare l’offerta, il passaggio al digitale crea anche lo spazio per l’ingresso di nuovi operatori nel mercato: la pianificazione delle frequenze realizzata in Sardegna grazie all’accordo tra Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Ministero dello Sviluppo Economico – ex Ministero delle Comunicazioni – e operatori ha consentito di individuare un dividendo digitale di due frequenze. Lo stesso accadrà in altre regioni: anzi, in Val d’Aosta si attende un dividendo maggiore. Uno studio di Media Italia dice che nel 2012 le sei reti tradizionali (Rai e Mediaset) potrebbero avere uno share più basso di circa 10 punti rispetto a oggi, passando dall’82 al 72%.
Secondo il calendario del digitale, messo a punto a settembre, la prossima regione a passare alla nuova tecnologia sarà la Valle d’Aosta – entro giugno 2009 -, mentre nella seconda metà del prossimo anno toccherà ad aree più grandi, come il Lazio, la Campania, il Trentino alto Adige e la parte occidentale del Piemonte.
Luisa Anna Magri

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