Il black out del server centrale di Poste Italiane iniziato mercoledì non ha dato tregua ad una buona parte dei 14mila uffici dislocati su territorio nazionale. “Causa di problemi di linea i servizi non sono disponibili” recitava il cartello apposto agli sportelli, penalizzando i servizi di Postamat ed il pagamento dei bollettini. Le zone più colpite sono state la Provincia di Roma e le Marche dove la Slp-Cgl ha già notificato la presenza di “ripetuti malfunzionamenti” della piattaforma Sdp ribadendo che “Alle intuibili criticità tecniche che pesano su personale di servizio si sommano le comprensibili lamentele della clientela: dal giorno 1 è stato possibile pagare solo una minima parte delle pensioni ed accettare solo pochi bollettini di versamento per le utenze in scadenza”. Il sindacato chiede “il massimo supporto agli uffici” con “l’erogazione dello straordinario necessario per smaltire le code e effettuare le chiusure di cassa” e “chiare disposizioni su come comportarsi nell’eventualità non sia possibile chiudere le giornate contabili, impartite entro l’orario di chiusura e attraverso fax visto che dagli uffici è quasi impossibile accedere anche alla posta elettronica”. Ma perplessità e domande si levano anche dall’associazione dei consumatori Codacons che in una nota fa sapere di aver “preso subito contatto con i vertici di Poste Italiane e di essere tuttora in attesa di chiarimenti e maggiori informazioni”, invitando “tutti i cittadini che hanno subito dei danni dai disservizi a contattarla, e segnalare l’accaduto sul blog del presidente Codacons, l’avv. Carlo Rienzi, per ottenere un risarcimento proporzionato all’accaduto”.
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