Il senatore Sergio De Gregorio è sotto accusa insieme con il faccendiere Valter Lavitola per l’appropriazione dei fondi per l’editoria destinati a L’Avanti! L’aula di Palazzo Madama lo ha sottratto agli arresti domiciliari ma per il giudice di Napoli è ancora capace di “notevole potenzialità offensiva” e di sorreggere meccanismi “criminali”, come si legge nel documento con cui il Tribunale del Riesame motiva il suo rigetto alla richiesta di revoca della custodia cautelare.
I giudici del Riesame scrivono, tra l’altro, che “proprio la bancarotta fraudolenta posta in essere dal De Gregorio rende evidente il rischio di inquinamento probatorio, essendo finalizzata a rendere impossibile o ad ostacolare la ricostruzione della situazione patrimoniale della Bvp”, una delle società coinvolte nell’inchiesta dei pm Piscitelli, Woodcock e Curcio. Non solo. I giudici osservano che “sussiste il rischio di condotte recidivanti, desumibili dalle specifiche modalità e circostanze dei fatti in questione che denotano una notevole potenzialità offensiva” di De Gregorio, che appare “del tutto incompatibile con l’eventuale occasionalità delle condotte contestate”.
Non è l’unico no incassato dal senatore. Ieri, difatti, il gip ha respinto la richiesta della difesa del senatore, l’avvocato Carlo Fabbozzo, di promuovere l’incidente probatorio, ovvero il faccia a faccia tra De Gregorio ed il suo accusatore, il teste-indagato Andrea Vetromile. In particolare Fabbozzo citava l’episodio dell’aggressione subita da Vetromile, riportando l’articolo di Repubblica che ne dava notizia, affinché si facesse chiarezza su eventuali pressioni che avesse subito quel teste. Il gip non ha ritenuto di accordarlo. L’avvocato Fabbozzo protesta: “Sono stupito. Mi domando quando vada accolto l’incidente probatorio, se non in un caso del genere, ove vi è stata una minaccia e non sappiamo a cosa finalizzata”.
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